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28 31/10/2008 Studenti, prof e genitori
Rocky 
ITALY


Una gigantesca protesta contro la riforma Gelmini ha invaso le strade di tutta Italia. Roma è stata epicentro della "più grande manifestazione mai fatta sulla scuola", ha detto il segretario della Cgil Epifani, con un corteo da un milione di persone troppo grande che ha finito per dividersi in tre e dilagare per tutto il centro della città.

Iniziative, manifestazioni, proteste e lezioni in piazza in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. E persino nelle isole: centinaia a Ischia, Capri e Aosta. Genitori, studenti, professori e personale della scuola, hanno portato in processione la 'Beata ignoranza', con tanto di foto del ministro in veste di santa che, ironizza qualcuno, è anche riuscita in un miracolo: "Ha unito qui, oggi, le cinque sigle sindacali della scuola".

Il giorno dopo l'approvazione definitiva del decreto Gelmini il mondo della scuola si è fermato. Lo sciopero generale indetto da Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda ha portato in piazza a Roma un numero di docenti, insegnanti e studenti mai visto.

Secondo i sindacati, allo sciopero generale ha aderito l'80 per cento dei lavoratori, bloccando il 90 per cento delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per "motivi di famiglia", si è aperto solo per garantire "il servizio di custodia e sorveglianza".

"Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno", ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni, in piazza assieme ai big del partito e al leader dell'Idv Antonio Di Pietro, del Pdci Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione. "Per me è naturale stare qui - ha detto Veltroni -. E' importante che ci sia tanta gente, tante persone, anche di orientamenti politici così differenti, anche lo Snals", ha sottolineato. "Spero che le tante persone che si raccoglieranno per firmare il referendum - ha aggiunto - spingeranno il governo a ritirare queste misure".

Non si contano le proteste nel resto del Paese. A Bolzano sono scesi in piazza insieme ragazzi di lingua italiana e tedesca. Presìdi e cortei anche a Trento. A Venezia gli studenti hanno sfilato sul Ponte della Libertà, con i macchinisti dei treni che li salutavano azionando la sirena. Lezioni in stazione a Trieste. Molti ragazzi si sono detti "pronti a sottoscrivere un referendum abrogativo dei decreti". A Torino l'orchestra del Teatro Regio ha suonato arie di Verdi, dall'Aida, al Nabucco, con l'apprezzatissimo Va pensiero, e di Rossini, l'Ouverure, per le centomila persone in piazza. A Genova, Torino e Firenze sono state occupate le stazioni ferroviarie.

A Milano concentramento e corteo organizzato per lo sciopero generale della scuola. Al termine della manifestazione uno spezzone del corteo, dopo una sosta in Piazza Affari davanti alla sede della Borsa, si è ulteriormente frantumato e un gruppo dei centri sociali ha ripreso la marcia nella centralissima zona di via Torino. Nel frattempo gli studenti di Brera sono rientrati in accademia dove è programmata la 'Notte bianca'.

A Bologna alla protesta ha partecipato anche Beppe Grillo, che in un primo momento era stato fischiato e allontanato dalla manifestazione. Poi qualche tafferuglio tra la polizia che cercava di bloccare i manifestanti diretti verso la sede della Confindustria. Sei i feriti, tra i quali una giornalista colpita da una bottiglia alla testa.

Cortei di studenti a Napoli, dove nel pomeriggio si è tenuta una assemblea con i docenti nel cortile di Palazzo Giusso, sede dell'università Orientale di Napoli occupata. Poi, domani, veglia di preghiera nel Duomo, promossa dalla Confederazione degli studenti, "affinché il governo decida di ritornare sui suoi passi". Proteste e corteo di studenti anche a Ischia e a Capri.

Genitori e bambini hanno sfilato a Bari. Al termine gli studenti si sono radunati in piazza Libertà, davanti al palazzo della prefettura, dove hanno spiegato i motivi della loro protesta.

In Calabria sono stati segnalati cortei in tutte le città, con il blocco dell'accesso a Catanzaro. Cortei e manifestazioni anche in tutta la Sicilia dove i sindacati parlano di 200mila persone in piazza tra Palermo, Catania e le altre città: in corteo 350 persone anche nell'isola di Lipari

Ventimila persone anche a Cagliari. Sono giunti nel capoluogo sardo pullman di manifestanti da Oristano, Medio Campidano, Sulcis, dal nuorese e dal nord dell'isola. Il corteo è stato aperto dai genitori e dai bambini della scuola elementare 'Corte Piscedda' di Capoterra che ha subito la disastrosa alluvione del 22 ottobre scorso.

A Matera, in mattinata, è stato organizzato un presidio in piazza Mulino, mentre le manifestazioni, a Potenza, ha raccolto circa cinquemila studenti. In piazza Mario Pagano, tra cori, striscioni ed esibizioni di balli hip-hop, hanno preso la parola anche il rettore dell'Università degli studi della Basilicata, Antonio Mario Tamburro, "uno che il 1968 l'ha vissuto", per una lezione all'aperto. Il rettore ha rivolto un appello agli studenti, pregandoli "di non perdere questa battaglia come invece hanno fatto quelli di allora", perché "il prezzo da pagare - ha ammonito - sarà quello di raccontare una sconfitta, fra 40 anni, ai vostri figli".


27 30/10/2008 L'ITALIA FASCISTA
Indignato,Sconcertato 
ITALY


FONTE : www.repubblica.it

Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga
un anziano docente urla: "Contento ora?"
Un camion carico di spranghe
e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE

Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos

Gli scontri di ieri a Roma
AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
(30 ottobre 2008)


26 30/10/2008 A Piazza Navona ..."infiltrato ?"
Infiltrato 
ITALY


Notizia messa in prima pagina su www.corriere.it
Un video trasmesso su youtube di uno scontro tra studenti di destra e poliziotti a Piazza Navona in Roma , dove compare uno di questi prima tra gli studenti a manifestare e dopo che chiacchiera con i poliziotti ?
Avranno Seguito le parole di COSSIGA ?

guarda il video : http://it.youtube.com/watch?v=dzSs2nCpDsw


25 29/10/2008 RETE 4
SU RETE 4 
ITALY


...nel tentativo disperato di fare in modo
che il Consiglio di Stato non tolga le
frequenze a Rete4 cosa ha fatto il
governo insieme all'AGCOM, quella
rimasta inadempiente per tutti questi anni ?
Ha stabilito che le frequenze a Europa7
non gliele dia Rete4, che le occupa
abusivamente sia pure autorizzata per legge illegittima.
No, le frequenze si tolgono a Rai1!
Pensate, abbiamo una televisione
abusiva e invece di levare le frequenze a
lei le si leva a Rai1 che è assolutamente legittimata!
Rai1 dovrà sacrificare una parte delle sue frequenze di
trasmissione per darle a Europa7 in modo che Rete4
continui a occupare abusivamente le frequenze
che non le spetterebbero in quanto è senza concessione.
Vi rendete conto di quello che sta avvenendo nel silenzio assoluto?
Non c'è nessuno, nemmeno nelle opposizioni cosiddette, che
abbia parlato di questo ne abbiamo sentito riferimenti ai
conflitti di interessi e alla faccenda televisiva nel meraviglioso discorso di Uòlter Veltroni al Circo Massimo.

per saperne di più: http://it.youtube.com/watch?v=ETJzy64KMZ4


24 28/10/2008 preoccupante
preoccupante 
ITALY


ko!


23 28/10/2008 belle
belle 
ITALY


hi !


22 28/10/2008 Porposta
Proposta 
ITALY


L'Italia oggi è divenuta la patria del pensiero comune e della omologazione . Così è nei piccoli centri , come il nostro ,così è nei grandi , così è ovunque.
Generalmente non si parla nello specifico analizzando il problema .... si discute per Casacca !
Il pensiero che portano avanti chi ha più casacche si pretende , allora , che sia il pensiero unico e dominante !
Può essere anche una stupidagine .... ma acriticamente tutte le casacche uguali lo difendono senza entrare nel merito .

Entriamo nel merito delle cose , analizziamo velocemente le riforme che ci stanno interessando !
Riforma della scuola : Badiamo bene a distinguere riforme e tagli , partendo però dal presupposto , che un miglioramento , sempre porta con se spese aggiuntive e mai tagli.
1)Maestro Unico. E' errata , perchè se pur vero sono troppi gli insegnanti 1 solo non è idoneo alla preparazione ! Con le nuove norme gli insegnanti alle primarie dovrebbero venire tutti da studi umanistici , scienza della educazione !
Vi sarebbe una carenza elevatissima in materie tecnico scientifiche ! Allora cosa propongo !
2 blocchi - scientifico ed umanistico , quindi 2 insegnanti per classe !(che poi con lingue,religione sarebbero 4).
2)Razionalizzazione delle strutture scolastiche. Giusto , effettivamente ci sono plessi in piccoli comuni che devono essere soppressi(vedi Frigento con Pila per esempio) , ma questo lo si deve fare caso per caso.Non si può pensare di chiudere una scuola in un paesino di montagna quando poi la scuola più vicina è a 20-30 Km ,oppure delle scuole su di una isola!

Università :più fondi e ricerca a credito , ossia si propone un progetto ed una commissione "EUROPEA" stabilisce se finanziarlo o no ! Mai una commissione POLITICA , badi bene.
Concorsi meritocratici , come si fanno a fare , sarei curioso di sapere un modo ! A mio parere si dovrebbero fare con l'ausilio di un Computer , per esempio 10 domande uguali per tutti a risposta multipla (le risposte già escono si deve scegliere solo quale è corretta o meno), ed in base al grado di corretteza viene assegnato un punteggio (i punteggi già si definiscono prima)!

Per tutto questo ed altro che non si ha tempo per dirlo perchè si ha altro da fare, mi sento di dire che questa non è una RIFORMA , perchè se lo fosse , vorrebbe dire che non si saprebbe nulla degli argomenti in questione ! E' una semplice manovra finanziaria di TAGLI . Per come stanno andando le cose tagli per consentire di spendere soldi per i GRUPPI BANCARI E PER L'ALITALIA...tutti quei settori dove si mangia MEGLIO !!


21 27/10/2008 SEMPRE LA STESSA ZUPPA
AAHHHHH 
ITALY


GUERRA AI POVERI.....
QUESTO GOVERNO DICE DI NON AVERE SOLDI PER I PRECARI , GLI INSEGNANTI , I PROFESSORI , GLI STUDENTI ,SANITA' E TUTTO QUANTO DI PUBBLICO ....ED ALLORA TAGLI PER 8 MILIARDI DI EURO...
MA ALLO STESSO TEMPO BRUCIA DENARO PUBBLICO PER L'INTERESSE DI QUALCHE BANCHIERE ...
(MEDIOLANUM RICORDA QUALCOSA?)


20 26/10/2008 scuola fallita
Rocky 
ITALY


AVVISO: A settembre la scuola I.T.C di gesualdo presso la via Fiera dove c'era l'x caserma dei carabinieri, questa scuola e stata spostata giù a canale perchè c'erano pochi iscritti. I.T.C significa Istituto Tecnico Commerciale, I.P.S.C Istituto Professionale Statale Commerciale e I.P.S.C Istituto Professionale x i Servizi Commerciale è la sigla del sito www.ipsscgedualdo.it la scuola dovre frequenta Rocky. Nella scuola giù al canale ci sono due reparti, il reparto sopra ci sono tutte e 5 classi sarebbe ragioneria dove frequenta Rocky, invece il reparto giù sarebbe il Professionale e ci sono i laboratori e 3 classi sarebbe terza, quarta e quinta professionale. adesso dicono che la scuola giù a canale lo vogliono spostare tutto a Mirabella-Eclano. E SOLO UNA VERGOGNA! E NON SI CAPISCE NIENTE!!! L'orario scolastico è dalle 8,30 fino alle 13,30 per avere la possibilità degli orari dei pullman.

Scusate per gli errori.


19 26/10/2008 Ringrazio!
Rocky 
ITALY


Ciao webmaster complimenti per il nuovo guestbook che hai fatto e per il sito che tenete da un po' di bei anni e aggiornabile. Finalmente così scrivo e mando messaggi che peccatò che il messaggio deve essere approvato. Arrivederci

www.carlogesualdo.altervista.org by rocky


18 26/10/2008 VERGOGNA
VERGOGNA 
ITALY


La crisi c'è e si fa sentire !!
Gli ultimi dati dicono che la gente chiede prestiti per Mangiare , perchè non arriva a fine mese , in vertiginoso aumento +50% (RISPETTO AL 2007)la richiesta del prestito di 1/5 dello stipendio .Per non parlare dei pignoramenti per chi, accesso un mutuo ,è in insolvenza !
Lo stato allora dove è ? E' impegnato a proteggere l'elite , le banche a versare soldi pubblici , milioni , nelle tasche di quegli speculatori che mandano sul lastrico milioni di famiglie , con la scusa:" difendiamo i vostri interessi ?! " Ma gli interessi di chi ?!Chi ha qualche spicciolo ,messo da parte con sacrifici ,lo conserva alla posta , non alla banca , alla banca vi sono solo industriali e chi fa movimenti (pochissime persone rispetto alla totalità) !
Le banche hanno poi il capitale sociale , è bene che falliscono ...i piccoli risparmiatori , se ci sono non perderebbero nulla !!

E' UNA VERGOGNA !!!!!!!!!!!!

Ma davvero avevamo bisogni di questi signori al governo ?!
Da un sondaggio della CGIL risulta che tra i suoi iscritti il primo partito è Forza Italia !
Siamo al ridicolo o è solo IGNORANZA ?
La colpa a mio parere è tutta delle SINISTRE(centro&estrema) , incapaci di ascoltare la gente e divenuti anche loro sudditi di Berlusconi , perchè impegnati a seguirlo !

E poi ....da wikipedia leggo : Renato Brunetta ha collaborato, in qualità di consigliere economico, con i governi Craxi I e Craxi II .........Santo Debito Pubblico....


17 26/10/2008 Infiltrare provocatori tra gli studenti
Ki? 
ITALY


Giovedì, 23 ottobre 2008
I consigli di Cossiga: infiltrare tra gli studenti agenti provocatori pronti a tutto
Ho conosciuto personalmente Cossiga quando era presidente della Repubblica. Eravamo a Milano, era il 1994, all’Ispi, durante una presentazione. Arrivò con un’aria euforica, l’aria di chi con evidenza sta facendo un uso spinto di psicofarmaci. L’occhio spiritato mal nascosto dalle lenti presidenziali denunciava uno stato d’animo che mal si confaceva con l’occasione, molto istituzionale. Ricordo che il compianto Carlo Maria Santoro, che allora aveva un incarico all’Ispi e prendeva la cosa molto sul serio, era in grande imbarazzo alle battute del presidente.

A distanza di molti anni, quindi, non mi stupisce più di tanto l’intervista rilasciata da Cossiga a proposito dei manganelli in scuole e università.

Ma un po’ mi stupisce, e credo dovrebbe stupire tutti. Anche perché c’è il rischio che l’attuale governo prenda molto sul serio i suoi suggerimenti.

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitito Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E' dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c'è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

Tratto da: zuccapelata


[Fonte: Intervista di Andrea Cangini per «Quotidiano nazionale»]


16 25/10/2008 Quel .... di Brunetta
Un precario 
ITALY


Replica a Brunetta

Il precariato

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15 25/10/2008 DITTATURA LARVATA
ATTENZIONE 
ITALY


Piero Calamandrei
discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950


"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato.
E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono piu' facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico[.....]"


Parole di un sessantennio fa , ma di TERRIBILE ATTUALITA ' !!!


14 25/10/2008 Scuole Campane a rischio chiusura
admin 
Invia un email a %s Visita il sito web
ITALY

Webmaster

Guarda l'elenco delle Scuole Campane a rischio chiusura e/o ridimensionamento .


Note del webmaster: Clicca sulla scritta per vedere la lista delle scuole


13 25/10/2008 avvisi ai naviganti
bella 
ITALY


... troppo bella ...


12 24/10/2008 ...per logica...
pensiero 
ITALY


Io non so più cosa pensare onestamente ! Non so in che modo la gente pensa , non so come si faccia a scegliere il male !
Il discorso ovviamente è molto semplicistico , perchè ci vorrebberò ben più pagine e tempo per esaurirlo almeno parzialmente . Ho sempre pensato che la politica fosse rappresentanza , per lo meno interesse !!
Individuo nel "mio politico" , colui che voto per andare in parlamento , un secondo me stesso .
In questo modello di inquadramento è allora che entrano i dubbi...
Quanti ricchi siamo in Italia , quanti operai , quanti impiegati , quanti insegnanti , quanti....quanti insomma non imprenditori ?!
Non riesco a darmi una risposta , o meglio adottando , in prestito , ovviamente qualche semplice operazione numerica , fatta con la calcolatrice , unendo dati ufficiali .... i non ricchi in Italia sono ampiamente la maggioranza !
Allora cosa accade , perchè i torni non contano ?! Sembrerebbe abbastanza semplice , già , avevo dimenticato , in politica contano anche gli ideali , guai a toccarli ! Ma che sono sti ideali .... danno da mangiare , o sono solo un mezzuccio per portare il voto dove e come si vuole influenzando le menti più "sensibili" ?!
Possibile che un "ANIMALE RAZIONALE" come l'uomo si lasci abbindolare così ?! è così sadomasochista , che per una cosa "aleatoria =ideale" , è incline alla sofferenza ed al danno ?!
Ho difficoltà ad entrare in questo ordine di idee...faccio fatica "LOGICA" a capire.....
Ma se a destra allora non ho nessuno che mi rappresenti ed a sinistra amano parlare con i ricchi pensando così di diventarlo anche loro....
Io che faccio ?!...........S C I O P E R O - S C I O P E R O



11 24/10/2008 ..riflessione..
Admin 
ITALY


Sul sito islamico integralista al-Hesbah
E Al Qaeda appoggia McCain


Un nuovo attacco agli Usa potrebbe favorire il repubblicano interventista. E fare il gioco dei terroristi


WASHINGTON – Qualche osservatore ha rilevato che solo un grave attacco terroristico qaedista potrebbe dare una mano alla campagna repubblicana. La famosa o temuta October Surprise, la sorpresa di ottobre. E ricordano come nel 2004 Osama apparve con un video a pochi giorni dal voto per le presidenziali rivolgendosi all’opinione pubblica Usa. Oggi il dibattito è però più complesso e confuso.

MEGLIO McCAIN - Sul sito al-Hesbah, vicino agli ambienti integralisti, sono apparsi alcuni interventi che dicono in sintesi: Al Qaeda dovrebbe sostenere una vittoria di McCain in modo che gli «Stati Uniti continuino con la politica fallimentare del suo predecessore (George Bush, ndr)». Un nuovo attacco, ha aggiunto un altro «commentatore», potrebbe fare il nostro gioco. Un gioco neppure troppo mascherato. Osama ha sempre sostenuto di aver voluto scatenare con l’11 settembre un intervento americano in Medio Oriente in modo da provocare una reazione spontanea e violenta da parte dei musulmani. I messaggi su al-Hesbah – riportati dal Washington Post – hanno suscitato immediati commenti da parte dei collaboratori di McCain. Che hanno ribadito: «Quali che siano le frasi scelte dal giornale, l’unico fatto vero è che solo McCain ha le capacità di guidare il Paese in guerra». Un’affermazione che in qualche modo coincide con il «parere» dei qaedisti. Con una precisazione.

DISCUSSIONE - Al sito si accede solo con una password, ma non c'è alcun modo di verificare chi siano gli autori e quanto riflettano un'idea generale nell'arena jihadista. Negli scorsi mesi non pochi analisti si sono divisi sul tema: «Quale è il candidato ideale per Al Qaeda?». E i giudizi hanno risentito ovviamente delle loro affiliazioni. I repubblicani dicono: McCain è un combattente, Obama invece è più morbido, dunque eleggendo un democratico faremo una cortesia ai terroristi. Gli avversari replicano: un interventista repubblicano a tutto campo è il nemico ideale per i qaedisti. La discussione è rimasta molto al margine della campagna, dominata dai temi economici. Ma proprio i conti in rosso hanno fornito munizioni alla propaganda estremista. I qaedisti si sono presi il merito del crollo di Wall Street, presentato come la conseguenza delle campagne militari lanciate da Bush in Afghanistan e in Iraq. Esagerazioni verbali che risentono però principi più volte enunciati da Bin Laden e Ayman al-Zawahiri. Non oggi, ma da anni.

PRETESTO - Il nostro obiettivo – hanno dichiarato all’infinito – è quello di determinare una devastante crisi economica nel campo crociato. Primo hanno colpito un simbolo del capitalismo – le Torri Gemelle a Wall Street -, poi hanno attirato le forze occidentali in una trappola senza fine. E alcuni di loro sperano che l’impegno militare continui il più possibile. Per questo vedono con favore la vittoria di McCain. All’opposto se vincesse Obama e procedesse – come enunciato – a un rapido ritiro dall’Iraq, possiamo essere sicuri che i qaedisti, nonostante abbiano patito colpi devastanti, direbbero di essere riusciti a mettere in fuga gli americani. Se è vero che la politica di Bush, nel lungo termine, si è rivelata controproducente, va ricordato che i terroristi hanno scatenato la loro guerra non l’11 settembre 2001, ma in piena amministrazione democratica. Chi vuole mettere bombe trova sempre un pretesto.

TRATTO DA : il Corriere della Sera


10 22/10/2008 .....
cry 
ITALY


Oggi è uno di quei giorni in cui le parole non hanno nessun sapore .... anzi lasciano solo tanta , tanta , amarezza !!


LA VITA E '.......................





9 22/10/2008 In Memoria
Gesualdino 
ITALY


Una Scritta , un Segno , in memoria di chi tragicamente ha concluso la propria vita contro quel maledetto muro è il minimo che Gesualdo può fare ! Perchè senza mettere la testa sotto la sabbia .... nessuno mai dimenticherà che su quel muretto Sabato 18/10/2008 pochi minuti prima della mezzanotte , un ragazzo di 15 anni ha spento tutti i sogni....
Ciao Giuseppe ....


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